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LIDI: FASCIA DI RISPETTO E DISSEQUESTRI

battigia

Arrivano a strettissimo giro i primi positivi effetti dell’emendamento sull’interpretazione autentica dell’art. 14 della Legge regionale n.17 del 2015. Una modifica normativa, fortemente voluta da Federbalneari, che ha portato al dissequestro di uno stabilimento balneare - della società La Duna s.r.l. - a Porto Cesareo, al quale erano stati apposti i sigilli sulla base di una lettura restrittiva dei limiti alle fasce di rispetto. 
L’art. 14 della l. reg. 17/2015 – a tutela della costa – vieta il rilascio di concessioni demaniali “nelle aree e nelle fasce di rispetto di foci, corsi d’acqua, zone a rischio di erosione in prossimità di falesie, zone archeologiche e cordoni dunali e di macchia mediterranea”. Proprio l’inclusione delle fasce di rispetto – identificate di volta in volta dal PPTR (Piano paesaggistico territoriale della Regione) ha creato negli ultimi anni un meccanismo di interpretazioni diverse che ha portato ad una serie di inchieste della magistratura chiusesi con i sequestri di alcuni lidi e, nei casi più gravi, con l’iscrizione sul registro degli indagati di alcuni dirigenti comunali. Complesso è infatti l’iter di approvazione delle concessioni – nuove e rinnovate – a fronte del fatto che la nostra regione è caratterizzata per la sua quasi totalità da cordoni dunali e macchia mediterranea, e che la fascia di rispetto identificata nel Piano paesaggistico regionale spesso ricade addirittura fino al mare. Fatto, questo, che ha generato non poche difficoltà anche nella stesura stessa dei Piani comunali delle coste. Lo scorso agosto l’assise regionale ha approvato l’interpretazione autentica della norma, spiegando come “nelle more dell’adozione del Piano comunale delle coste, l’ampiezza della fascia di rispetto è da intendersi determinata dai comuni, in sede di istruttoria delle istanze di concessione demaniale, in ragione della concedibilità dell’areacome determinata in sede di Piano regionale delle coste e tenuto conto delle specifiche caratteristiche geomorfologiche del territorio interessato”. 
“Un lieto fine che è stato possibile grazie alla collaborazione proficua tra gli operatori del settore e la politica”, dichiara Mauro Della Valle, presidente di Federbalneari. “Una vittoria di tutti resa possibile dalla volontà dell’assise regionale di comprendere e andare incontro alle istanze di un mondo imprenditoriale che, in questo settore, crea economia e occupazione. È la dimostrazione che insieme si può raggiungere l’obiettivo comune di difendere e tutelare il nostro patrimonio naturalistico del quale chi opera nel turismo ha tutto l’interesse di farsene garante”.

Lecce, 14 settembre 2018

ALESSANDRA LEZZI
Uff. Stampa Federbalneari Salento

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