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LA GUARDIA DI FINANZA E L’AREA MARINA PROTETTA DI PORTO CESAREO A TUTELA DEL DELICATO ECOSISTEMA MARINO.

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Una nuova importante maxi operazione per reprimere la pesca di frodo è stata compiuta alle prime luci dell'alba di oggi dal "Reparto Operativo della Guardia di Finanza di Bari" proprio nella splendida Riserva Protetta di Porto Cesareo. Ad agire è stato il "Nucleo Sommozzatori di Taranto", dipendente dalla "Stazione Navale di Bari", congiuntamente e sinergicamente alla "Sezione Operativa Navale" di Gallipoli e con il supporto speciale ed altamente tecnologico del sistema di videosorveglianza dell’Area Mariana Protetta Porto Cesareo denominato "Torri Vedette della legalità".

Uomini e mezzi hanno effettuato con grande professionalità e dopo un lungo monitoraggio, un chirurgico intervento a contrasto della pesca di frodo nell'omonima Amp. La Guardia di Finanza già nelle prime ore di oggi infatti era già posizionata sul luogo deove sono stati contestati reati ambientali con mezzi navali e pattuglie a terra, mentre altri militari guidavano l’operazione grazie al prezioso supporto del sistema tecnologico di videosorveglianza distanza in dotazione presso il Consorzio di Gestione dell’AMP. Il reato contestato è di pesca di frodo a danno di una riserva dello stato, in questo caso pesca subacquea con autorespiratori.

Al termine dell’operazione di polizia marittima sono state sequestrate due natanti impiegati come appoggio per la pesca subacquea, sono state denunciate ben sette persone e provveduto al sequestro di tutta l’attrezzatura impiegata per la pesca. I pescatori di frodo alla vista deli uomini della GdF hanno gettato a mare tutto il pescato. L'azione però è bene chiarirlo non ha scoraggiato il "Nucleo Sommozzatori di Taranto" che si è immediatamente tuffato in mare e colto in flagranza di reato i bracconieri.

Porto Cesareo, 12 aprile 2017

AMP PORTO CESAREO

Ufficio Stampa

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