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I COMUNI DI GALLIPOLI E NARDÒ UNITI CONTRO LE TRIVELLE

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Il Comune di Gallipoli ricorre alla giustizia amministrativa per bloccare i permessi rilasciati dal Ministero dell’ambiente e della tutela del mare, paventando che “potrebbero causare uno scempio ai danni del mar Ionio”. La giunta presieduta dal sindaco Stefano Minerva, consapevole che sono state disattese le sollecitazioni indirizzate da più parti al governo per farlo desistere, ha affidato all’avvocato Daniele Montinaro l’incarico di ricorrere al Tar.

D’intesa con il Comune di Nardò, il ricorso sarà introdotto per le due amministrazioni e le relative spese divise in parti uguali. Il professionista è stato incaricato d’impugnare il decreto dello scorso 18 ottobre che autorizza la società Schlumberger ad effettuare prospezioni geofisiche per la ricerca di idrocarburi liquidi e gassosi per una superficie estesa oltre 4mila metri quadrati; decreto emesso dall’anzidetto Ministero, di concerto con quello per i beni e le attività culturali. L’avvocato Montinaro è stato inoltre incaricato di valutare se si possano impugnare altri due decreti analoghi, relativi ad ambiti di ricerca che, pur ricadenti nel Golfo di Taranto, sono però prossimi alle coste calabresi.

La giunta ha valutato che il via libero ministeriale alle indagini potrebbe preludere a trivellazioni in mare in uno specchio acqueo situato a poche chilometri dalle coste salentine ed ha ritenuto di non potere rimanere inerte di fronte a due grandi rischi: quello sismico con terrificante impatto sulla biodiversità; quello ambientale, che per altro distruggerebbe l’economia turistica dell’intero territorio costiero.

Gallipoli, 31 dicembre 2016

LA REDAZIONE

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