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NO ALLA RICERCA DI PETROLIO IN MARE

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Le ricerche di idrocarburi in mare con l’ausilio di air gun? Sono “compatibili con l’ambiente” anche nel Golfo di Taranto, aspirante “Santuario dei cetacei” atteso il già intervenuto, spontaneo ripopolamento di delfini. A sancirlo con appositi decreti è, purtroppo, proprio il Ministero dell’ambiente, che continua ad “accerchiare” la Puglia.

Dopo le autorizzazioni in Adriatico tra il Molise e Brindisi, tre decreti che autorizzano prospezioni sismiche hanno riguardato il “nostro” mare: uno nel Golfo di Taranto (alla multinazionale Schlumberger di oltre 4mila metri quadrati) e due più a sud, all’altezza della Sila Jonica. Non solo: altre cinque richieste sono in istruttoria e riguardano ancora il Golfo e i bacini antistanti il Capo di Leuca.

A questo punto, si sta delineando una strategia di difesa articolata su due versanti: uno, ricorrere al Consiglio di Stato per contestare le sentenze del Tar del Lazio che ha rigettato le richieste mirate a bloccare le autorizzazioni alle prospezioni e nella quale la Provincia di Lecce affiancherà la Regione Puglia, eventualmente anche in altri ricorsi al Tar; l’altro, mirato a coinvolgere altri Paesi del Mediterraneo. Ciò vale soprattutto per la dorsale adriatica, considerato che avrebbe poco senso bloccare le ricerche sul versante italiano se altri Paesi sono pronti ad autorizzarle sui loro mari.

In questo senso, assicurano dalla Regione, si sta muovendo il presidente Michele Emiliano per creare un confronto propedeutico alla creazione di un fronte unico internazionale contro ricerche e trivellazioni; che, se andasse in porto, potrebbe avere risvolti positivi anche su altri ambiti.

Magari si riuscirà a fare emergere la profonda contraddizione esistente nel firmare il documento conclusivo della conferenza internazionale sul clima di Parigi, che mira ad abbattere le emissioni nocive per l’ambiente – mai così malato come adesso, dopo lustri di parole e firme in calce a documenti ignorati in primo luogo da chi li sottoscrive – ed incentivare ricerche petrolifere e consumi di combustibili fossili.

Gallipoli, 31 ottobre 2016

LA REDAZIONE

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