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NELLA “WHITE LIST”, PER VENDERE IN RIVA AL MARE

Si è svolto oggi, nel salone dell’hotel Victoria Palace di Gallipoli, un incontro affatto originale, promosso dal presidente di Assobalneari, Mauro Della Valle, tra alcuni fornitori di beni e servizi ed il “Consorzio assobalneari e servizi al turismo”, sodalizio nato per riscontrare le esigenze dei balneari sul piano tecnico di settore, come, ad esempio, affrontare il problema dell’erosione costiera, tanto che ha già acquistato una draga, in fase di adeguamento e allestimento, da utilizzare per “riportare” a riva la sabbia allontanata dalle mareggiate.

L’incontro era infatti mirato a raccordare la potenziale domanda degli imprenditori del settore ed i fornitori di beni e servizi. Questi, per essere referenti del consorzio, dovranno essere iscritti nella “white list” istituita dalla prefettura di Lecce, e quindi dimostrare di possedere i necessari requisiti antimafia; e questo è sicuramente l’aspetto più significativo ed innovativo del percorso, in assoluta coerenza con il patto di legalità che Assobalneari Salento sottoscriverà con la prefettura di Lecce, in vista dell’ormai imminente avvio della stagione balneare.

Varia l’offerta di beni e servizi proposti ai balneari e che Della Valle confida sia incrementata, nel reciproco interesse di venditori e acquirenti: da prodotti da forno, conserve, olio, vino, bevande in genere, surgelati, salumi, apparecchi pulisci spiaggia, attrezzature professionali per bar e pontili mobili, fino all’originale servizio prenotazione online di ombrelloni e lettini, una novità possibile negli stabilimenti balneari del network Sunbrellaweb.

Gallipoli, 11 aprile 2014

Mauro Della Valle e Maria Amati, titolare di “Peccati di coccio”, un bel nome che sa di buono (e i sapori non sono di meno), per l’azienda di food service per il pranzo completo di Fasano, che rimanda alla tradizione della terracotta per preparare e conservare il cibo.

Carlo Colombo Calabria, product manager dell’azienda di pontili mobili Candock, ma soprattutto convinto assertore dell’esigenza di conservare radici di luoghi e culture, di cui il globalismo esalta ruolo e valore.

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