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...UNA BATTAGLIA DA VINCERE: SPOSTARE LA DATA DEL REFERENDUM SULLE TRIVELLE

La richiesta della base di cittadini, sodalizi e parlamentari era di indire l’electionday, l’accorpamento del voto referendario sulla durata dei permessi di ricerca petrolifera in mare con quello delle amministrative, che per altro avrebbe comportato un risparmio di centinaia di milioni di euro per le casse dello Stato. Il governo Renzi è stato di tutt’altro avviso e non solo ha fissato uno specifico appuntamento con le urne, ma lo ha fatto in una data estremamente ravvicinata che ha motivato una protesta bipartisan, cui hanno dato voce parlamentari, amministratori regionali e sindaci.

Di seguito, una sintesi delle motivazione della protesta nella nota che la sezione Sud Salento di Italia Nostra, con sede a Parabita, ha indirizzato al premier Renzi e ad una serie di personalità politiche.

Gallipoli, 17 febbraio 2016

                                                                                           

LA REDAZIONE

La scrivente Sezione di Italia Nostra, in relazione al provvedimento del Governo emesso (la notte tra mercoledì e giovedì scorso) con cui è stata stabilita la data per tenere il Referendum popolare sulla limitazione della durata delle concessioni per l’estrazione petrolifere in mare, ritiene di esprimere il più deciso e forte dissenso ritenendo che la data individuata (17 aprile p.v.), oltre ad essere particolarmente breve (appena due mesi) per consentire una adeguata organizzazione dei soggetti sociali interessati e la relativa informazione dei cittadini, sia stata espressamente individuata per non favorire una adeguata partecipazione dei cittadini che invece, se tale scelta fosse stata coniugata con quella delle prossime amministrative di primavera, consentirebbe una adeguata organizzazione, informazione e partecipazione. Tra l’altro non si comprende come mai il Governo che dovrebbe con la massima oculatezza utilizzare le risorse finanziarie a disposizione vada poi ad adottare scelte (come quella in oggetto) che determinano uno sperpero di denaro pubblico di oltre 300 milioni di Euro che verrebbero risparmiati se tale consultazione venisse abbinata con quella delle amministrative prossime.

Per queste ragioni questa Sezione di Italia Nostra, oltre ad essersi particolarmente adoperata nel corso di questi ultimi anni sul problema delle trivellazioni per tutelare le risorse naturali e favorire scelte energetiche più compatibili con l’ambiente, ritiene che l’utilizzo dello strumento referendario sia un elemento fondante della nostra Costituzione e degli ordinamenti democratici e pertanto chiede al Presidente del Consiglio Matteo Renzi di annullare il Decreto con cui è stata fissata la data del referendum e di abbinarla a quella (che dovrà essere a breve stabilita) per le consultazioni amministrative. Nel contempo chiediamo a tutti i Sigg. rappre-sentanti istituzionali in indirizzo (ognuna per le proprie competenze) di adoperarsi a breve in tutte le forme legali e nonviolente (anche estreme) perché tale provvedimento del Governo venga annullato e - nello stesso tempo - auspichiamo da subito una mobilitazione popolare per sollecitare il Governo all’adozione di questa richiesta che risulta fondamentale per rafforzare la tenuta delle nostre istituzioni a prescindere dalle diverse opinioni in merito al problema.

Fiduciosi delle Vs. adeguate e attente valutazioni, si inviano distinti saluti.

Il Presidente

Marcello Seclì

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