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AMBIENTE & ULIVI: NOTA DI “ITALIA NOSTRA” SUD SALENTO ALLA PROCURA DELLA REPUBBLICA

Il Consiglio Direttivo della Sezione Sud Salento di Italia Nostra, riunitosi in data 16 gennaio 2016 ha affrontato l’argomento del problema del disseccamento degli ulivi in relazione ai recenti sviluppi determinati dall’azione della Procura della Repubblica di Lecce con il Decreto di sequestro preventivo d’urgenza (artt. 321 e segg. c.p.p.) e con l’iscrizione nel Registro degli indagati dei Sigg. Guario Antonio, D’Onghia Giuseppe, Schito Silvio, Blasi Giuseppe, Savino Vito Nicola, Nigro Franco, Boscia Donato, Saponaria Maria, Valentini Franco e Silletti Giuseppe.

Nell’ambito della discussione è stata evidenziata l’attività continua e tempestiva svolta dalla Sezione, a partire dal 2013, volta ad evidenziare la gravità del problema, ad approfondire le conoscenze e a sensibilizzare le istituzioni e le realtà del territorio al fine di contrastare l’espandersi della fitopatia e salvaguardare il patrimonio olivicolo del Salento in ragione delle sue valenze agronomiche, paesaggistiche, culturali, economiche ed ambientali.

Sulla base di questi presupposti la Sezione Sud Salento ha elaborato specifici documenti, ha organizzato diversi convegni, ha partecipato - con propri rappresentanti - a numerosi tavoli istituzionali e a diversi incontri e convegni; specificatamente nei vari documenti prodotti (inviati a tutte le istituzioni competenti e dalle quali non ha mai avuto alcun riscontro) ha stigmatizzato la necessità che venissero adottati interventi tempestivi e adeguati. In tali documenti Italia Nostra ha evidenziato che il problema andava analizzato e contestualizzato nell’ambito di una valuta-zione dei cambiamenti complessivi degli equilibri ecologici e dell’incontrollato traffico interna- zionale di prodotti vegetali che, così come è avvenuto con altre fitopatie che hanno interessato anche il Salento, potrebbero aver trasportato il patogeno responsabile (o corresponsabile) del disseccamento degli ulivi e che ha trovato nel Salento il contesto favorevole per espandersi. Inoltre nei vari documenti prodotti ha avanzato una serie di proposte per combattere tale fito-patia tra cui: una più adeguata ricerca scientifica (anche interdisciplinare) che coinvolgesse le diverse istituzioni regionali e nazionali; l’attivazione di azioni organiche per limitare l’uso di erbicidi, di disseccanti e promuovere la diffusione delle buone pratiche agricole; che si evitassero interventi massicci e indiscriminati con eradicazioni e uso di pesticidi; che venisse posta rigorosa attenzione per salvaguardare le alberature monumentali e di pregio; che venisse predisposto e avviato un Piano di risanamento ambientale e rinaturalizzazione del territorio.

Allo stesso tempo nell’organizzare i vari convegni la Sezione Sud Salento ha cercato sempre di coinvolgere - senza alcuna preclusione - diversi esperti, studiosi e rappresentanti di enti, organizzazioni e esponenti istituzionali (in ambito provinciale, regionale e nazionale) allo scopo di fornire una informazione più completa sulla questione e sottolineare le ripercussioni negative che interventi inappropriati avrebbero determinato sull’ambiente, sul territorio e sulla salute dei cittadini. In tali iniziative pur riscontrando la disponibilità e la partecipazione da parte di alcuni vi è stata l’indisponibilità o l’assenza di altri, in particolar modo della componente politica regionale pugliese.

L’Associazione Italia Nostra, non potendo al momento entrare nello specifico del provvedimento adottato dalla Procura della Repubblica di Lecce con il sequestro degli ulivi e con l’avvio delle indagini (da cui potrebbero emergere specifiche responsabilità per la mancanza o l’intempestività dei provvedimenti, per la loro inadeguatezza e per danni causati al territorio, sia da parte dei soggetti oggi indagati sia da parte di altri) ritiene doveroso sottolineare gli evidenti ritardi con cui alcuni organismi deputati hanno operato nel rilevare e contrastare tale fitopatia che oggi, dopo diversi anni dalle prime segnalazioni, ha assunto dimensioni catastrofiche. Inoltre si evidenzia che il “Piano di interventi” (redatto solo nel marzo 2015 - detto “Silletti”), per la sua approssimazione, intempestività e per la mancata Valutazione Ambientale Strategica ha deter-minato danni al territorio e non ha contrastato il diffondersi del batterio.

Sulla base di tali considerazioni la scrivente Associazione intende evidenziare in questa sede la propria convinzione che, oltre alle eventuali responsabilità che saranno accertate da parte della magistratura inquirente nelle successive fasi giudiziarie nei confronti dei soggetti al momento indagati, andrebbe rilevata la corresponsabilità che nella vicenda potrebbero aver avuto i rappresentanti istituzionali eletti (ai diversi livelli) che - per il ruolo ad essi demandato - non hanno saputo o voluto affrontare e combattere con tempestività tale fitopatia attraverso gli strumenti normativi, finanziari e scientifici a disposizione.

Pertanto Italia Nostra intende sin d’ora preannunciare che,nel caso le indagini della Procura della Repubblica di Lecce dovessero risultare evidenti responsabilità per i danni che il territorio salentino ha subito in relazione all’espandersi della fitopatia che ha determinato il disseccamento degli ulivi con gli interventi che sono sati adottati o per altri che sono stati disattesi, si costituirà parte civile nel conseguente procedimento.

Parabita, 30 gennaio 2016

Il Presidente

Marcello Seclì

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