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PORTO CESAREO: LA GUARDIA COSTIERA DENUNCIA PESCATORE DI DATTERI

Con una meticolosa e costante attività di osservazione, i militari dell’Ufficio Locale Marittimo di Torre Cesarea e della Capitaneria di porto di Gallipoli, hanno documentato la pesca del “dattero di mare” condotta da un cittadino neretino nelle acque prospicienti la penisola della Strea del Comune di Porto Cesareo.

Il monitoraggio della condotta contra legem, è stata effettuata con dovizia di particolari grazie alle telecamere di videosorveglianza dell’Area Marina Protetta di Porto Cesareo di recente installazione, e che già in passato hanno consentito di scoprire e sanzionare comportamenti illegittimi. In questo caso, l’evoluto sistema di videosorveglianza ha consentito di registrare tutti i movimenti ed i luoghi dove, di volta in volta, il trasgressore spostava per occultarlo, il recipiente contenente circa cinque chilogrammi di datteri di mare.

All’arrivo della pattuglia via terra, il pescatore, ignaro di essere stato filmato in tutte le fasi della raccolta del mollusco vietato, non confermava la proprietà del pescato, la cui raccolta, detenzione e commercializzazione è proibita al fine di limitare i gravi danni ambientali derivanti dall’impiego di martelli e attrezzi simili utilizzati per divellere la roccia immersa e raccogliere il dattero.

All’atto del controllo il trasgressore, subito dopo aver negato la raccolta illegale, si sottraeva al fermo fuggendo a bordo del proprio furgone. In breve tempo i militari risalivano all’identità del soggetto che veniva ritracciato presso la propria residenza.

Su conforme avviso del magistrato di turno si procedeva alla perquisizione del mezzo utilizzato per dileguarsi, all’interno del quale veniva rinvenuta e sequestrata, tutto l’equipaggiamento subacqueo e l’attrezzatura atta a frantumare la roccia, utilizzati per la raccolta della specie ittica protetta.

Il trasgressore è stato denunciato in stato di libertà non solo per reati derivanti dalla pesca del dattero di mare ma anche per reati ambientali relativi alla distruzione e deturpamento di bellezze naturali site nella zona “C” dell’Area Marina Protetta, nonché per resistenza a pubblico ufficiale.

Gallipoli 29.01.2016

Capitaneria di Porto-Guardia Costiera

Gallipoli

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