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A GALLIPOLI IL PATHOS DELLA MADONNA CHE EMERGE DAL MARE

Un’antica tradizione narra del ritrovamento di un quadro del volto della Vergine Santa, immerso nell’ acqua tra le canne all’ingresso di Gallipoli. Fu un pescatore a trovarlo e portarlo a casa. Ma la mattina dopo, con sua somma sorpresa, il quadro non era in casa, ma nel canneto dove lo aveva rinvenuto il giorno prima. Questo fatto fu colto come un segno di amore di Maria verso la città di Gallipoli e, nel luogo del ritrovamento fu costruita, siamo nel XIII – XIV secolo, una cappella che andò distrutta più volte, finché alla fine del 1.600, fu edificato l’attuale tempio.

Tale Tempio fu meta di pellegrinaggi e luogo nel quale si verificarono molti prodigi. I Gallipolini sperimentarono a lungo la protezione di Maria tanto da ottenere nel 1784 un regio decreto con il quale la Vergine del Canneto veniva proclamata “Patrona speciale e perpetua della Città”. A Lei soprattutto si rivolgevano i naviganti, i marinai ed i pescatori.

Per fare memoria di tale evento, da alcuni anni, nella ricorrenza del 2 luglio, nel Seno del Canneto è fatta emergere dal mare una statua della Madonna che attraversa lo specchio d’acqua e giunge allo scalo d'alaggio del Rivellino, dove è accolta dai pescatori gallipolini e portata, attraverso il ponte seicentesco, al Santuario. La statua, in vetroresina dell’altezza di 2 metri e 30, opera dell’artista Tiziano Scarpina, è stata realizzata nella Fonderia “Magnifico” di Modugno.

Alla emersione della statua dal fondo del mare hanno provveduto i sub Enzo Fedele, Antonio Faita e Franco Palumbo. La processione in mare è stata scortata dai natanti dei soci dell’Associazione Kayak Club e dai sub dell’Associazione Paolo Pinto.

Le immagini (foto di Simone Salamina) testimoniano il pregresso momento del collocamento della statua e la processione a mare.

Gallipoli, 3 luglio 2015

 

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