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IL ROTARY PREMIA GIOVANI INVENTORI DEL LICEO DI GALLIPOLI

Il Rotary Club di Gallipoli presieduto da Antonio Di Leo premia le eccellenze giovanili. Si tratta di studenti del liceo "Quinto Ennio" di Gallipoli: Giulia Chianella, che ha inventato lo "zaino mangia-smog", del quale il Rotary ha realizzato e donerà i primi esemplari; Alvaro Maggio, inventore del filtro naturale di potabilizzazione idrica "Metals catchers", che riceverà la borsa di studio "Toti Monsellato". Ambedue i giovani sono allievi della docente di chimica e biologia Rossana Congedo.

La cerimonia, in programma domani alle 11 nell'aula magna del Liceo, sarà introdotta dal colloquio tra il dirigente scolastico Antonio Errico e il professore Ennio De Bellis dellUniversità del Salento sul tema della creatività giovanile funzionale alla promozione della "Società della conoscenza" e sarà conclusa dall'intervento del presidente Di Leo (nell'immagine con i primi esemplari di zaini prodotti).

Il prototipo di zaino è stato realizzato nel laboratorio di Biotecnologie dell’IISS “Q. Ennio” con una delicata procedura sperimentale, nel tentativo di sfruttare tecnologie innovative eco-compatibili. Si sono realizzate celle fotovoltaiche di terza generazione, non più prodotte al silicio, ma con l’utilizzo di nanocristalli e di altre sostanze organiche che non pongono il problema dello smaltimento. Si è quindi realizzata una superficie autopulente rivestita di nano particelle di biossido di titanio per sfruttare il processo di fotocatalisi mediante l’energia solare. La stessa superficie, cui è stata data la forma di una piastrina è stata poi applicata ad un semplice zainetto. Si è scelto il biossido di titanio perchè è uno dei migliori semiconduttori nel campo della conversione chimica e dell’immagazzinamento dell’energia solare, nonostante assorba solo il 5 per cento della radiazione incidente. A causa della sua struttura elettronica, esso può comportarsi da sensibilizzatore per processi redox foto-indotti. Dalla sua esposizione alla luce vengono generati degli stati eccitati capaci di iniziare processi a catena come le reazioni redox e le trasformazioni molecolari: la formazione di particelle fortemente reattive è in grado di ossidare sostanze inquinanti, dannose per la salute dell’uomo, rendendole non nocive.

Circa il progetto “Metals Catchers” va detto che alcuni metalli pesanti, che dovrebbero essere presenti in traccia in natura, hanno ormai raggiunto soglie critiche di tossicità per flora, fauna e l'uomo stesso. Emessi da varie sorgenti diffuse e puntiformi finiscono nel suolo e nelle falde acquifere e, senza accorgercene, li ritroviamo sulle nostre tavole ben mimetizzati nei cibi di cui ci nutriamo.Entrati così nella catena alimentare si accumulano in tessuti ed organi provocando gravissime patologie. I dispositivi Metals-Catchers realizzati, tubi filtranti e cialde, si propongono proprio quale soluzione efficace ed economica al problema della potabilizzazione delle acque contaminate. Dopo avere studiato la composizione chimica e la tipizzazione delle pectine di varie bucce (frutta e ortaggi), si è pensato di potere sfruttare i gruppi carichi negativamente per “sequestrare” i cationi metallici presenti nell’acqua. Sono stati così particolari dispositivi che, grazie a polveri di precisa granulometria, si dimostrano in grado di: a) ripulire l’acqua destinata sia all’irrigazione sia all’uso domestico, evitando così il bioaccumulo; b) consentire la trasformazione dello scarto alimentare in una vera e propria risorsa e il suo riutilizzo, circa 9 volte, senza che perda efficacia; c) evitare il pretrattamento chimico dei metodi tradizionali eliminando così l’impatto ambientale aggiuntivo; d) essere adoperati su larga scala e a basso costo. È allo studio eventuale processo di desorbimento che permetta di recuperare i metalli dalle bucce ormai esauste, così da permettere  il loro smaltimento direttamente in discarica.

Gallipoli, 7 maggio 2015

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