Articoli

UN VELISTA SOLITARIO… MA IN CERCA DI COMPAGNIA

Ha fatto tappa nel porticciolo di San Giorgio di Gallipoli “Erika”, una barca a vela di soli 4 metri di lunghezza con la quale il 23enne Pierre Charrier, universitario francese in vista della laurea in biologia, sta compiendo il periplo d’Italia.

L’imbarcazione è un “Flying Junior” di norma utilizzata come barca-scuola e per fare pratica di regata ed è del tutto inadatta alla navigazione. Infatti, non dispone né di apparati radio o d’altro genere, né di motore ausiliario: addirittura, non c’è una parete di poppa su cui poterlo montare, senza dire della mancanza di posto nel minuscolo pozzetto per riporre una sia pure piccola tanica di carburante. A vela, quindi, per il viaggio solitario iniziato a Piran, in Slovenia, lo scorso 16 settembre.

L’avventura del giovane, però, era cominciata a maggio, quando era partito in bicicletta da Lione per un periodo sabbatico ante-laurea e successivo dottorato. Sulle due ruote aveva attraversato Francia, Germania, Austria e Slovenia. A quel punto, invece di pedalare verso l’Italia, è stato colto dalla passione per il mare e dal porticciolo di Piran ha preso il via la seconda e sicuramente più pericolosa parte della sua avventura.

Adriatico, quindi, a piccole tappe, guadagnando la riva sabbiosa quando gli attracchi erano troppo lontani, dormendo a bordo nel sacco a pelo, guardando il meteo prima di ogni partenza, navigando a un miglio dalla costa, “dove”, spiega, “le condizioni di vento sono ideali”.

E la famiglia? Preoccupata, ammette, soprattutto quando ha iniziato l’avventura per mare, ma ogni sera contatta i genitori e le due sorelline tramite tablet e li tranquillizza, garantendo di non trascurare affatto la sicurezza grazie alla massima attenzione che mette nel valutare le previsioni meteo prima di partire per ogni tappa.

Natale con i tuoi? Era previsto in partenza, ma è ormai certo che, arrivando l’inverno, non potrà farcela prima del 2015.

Meta finale? Lione! Non la costa mediterranea francese, ma Lione, che potrà raggiungere solo risalendo – e sarà tutt’altro che facile – il fiume Rodano.

L’incontro presso il Circolo della vela, che – more solito – ha offerto la disponibilità della propria sede al velista coraggioso, non può concludersi senza la domanda che, di fronte a queste avventure, è spontaneo rivolgere: perché correre tanti rischi e disagi?

“Perché è una difficile, ma grande magnifica esperienza per conoscere persone e luoghi”, dice il solitario Pierre. Che a sorpresa, però, diventa meno solitario, e si apre all’ospitalità: “Se qualcuno volesse navigare con me, per una tappa, una settimana o fino al termine del viaggio, la mia barca è a sua disposizione”.

Insomma, se c’è in giro un altro Pierre, con la stessa passione e volontà, sarà il benvenuto a bordo.

A Pierre Charrier, e al suo eventuale… clone, Puglia&Mare non può che augurare: in bocca al lupo (in versione marinara, però, che fa notoriamente riferimento alla balena).

Gallipoli, 20 novembre 2014

 

capitanerialegambientelogo mediamorfosiunpli